Home chi siamo attività speleologica
attività speleologica PDF Print E-mail

Le principali attività speleologiche che un gruppo può portare avanti sono:

 

- visite in grotte già conosciute

- ricerca di nuove cavità

- disostruzione delle nuove cavità

- esplorazione

- rilievo e catasto

 

 

Visite in grotte già conosciute

Esistono moltissime grotte già conosciute ed esplorate, alcune da tempi antichi (si arriva anche alla preistoria) altre esplorate in tempi recenti. Tra queste solo una piccolissima parte sono accessibili a chiunque turisticamente (le grotte di Frasassi, la Grotta del Vento, l'Antro del Corchia, etc...), tutte le altre sono visitabili esclusivamente dagli speleologi in quanto per percorrerle si rendono indispendabili particolari attrezzature e soprattutto la capacità di usarle correttamente.

 

Ricerca di nuove cavità

Seppure il numero delle grotte conosciute ed esplorate sia elevato si deve considerare che la quantità di grotte ancora non conosciute ed inesplorate è sicuramente maggiore. Gran parte dell'impegno del nostro gruppo è quindi rivolto in questo senso. Come si trova una grotta? E' una delle domande più frequenti che ci vengono rivolte e ha però una risposta abbastanza complessa e articolata. Riassumendo si può partire dal presupposto che:

ambiente superficiale ed ipogeo sono strettamente correlati e che quindi particolari morfologie esterne sono riconducibili ad altrettante particolari morfologie ipogee.

non esistono quasi mai grotte a sé stanti ma si deve parlare di un complesso sistema idrico di gallerie tutte collegate tra di loro.

le grotte sono state scavate e modellate interamente dall'acqua, dunque conoscere il comportamento e le caratteristiche di questo fluido è molto importante.

Lo studio di questi fattori, unito ad una certa dose d'esperienza e "occhio allenato" permette quindi di saper individuare con una certa precisione particolari punti dove conviene "cercare la grotta". Cosa significhi "cercare la grotta" si spiega al punto successivo...

 

Disostruzione delle nuove cavità

Se esistono grotte i cui ingressi non sono ancora stati trovati è principalmente per due motivi: o questi ingressi si trovano in posti inaccessibili come pareti ripide o boschi fitti, oppure è perché sono ostruiti. Questa seconda ipotesi è quella che meglio si adatta al nostro territorio dove non abbiamo praticamente mai montagne con pareti troppo scoscese da renderle inaccessibili, a differenza ad esempio delle Alpi Apuane, ambiente carsico per eccellenza che presenta però molte zone difficilmente esplorabili.

Per quale ragione le grotte si "tappano" rendendosi inaccessibili? E' un'altra domanda frequente e la risposta è piuttosto semplice. Si devono tener presenti due cose: l'acqua in movimento è capace di trasportare grosse quantità d'argilla ma nel momento in cui rallenta o si ferma quest'argilla si deposita a strati che in seguito l'acqua stessa difficilmente riesce a rimuovere. Seconda cosa, il complesso di grotte, altrimenti detto sistema idrico, è in continua evoluzione dunque un determinato condotto può essere stato attraversato da acqua a pressione per molte migliaia di anni per poi venir lentamente abbandonato dal flusso fino a ridurre la portata al minimo o anche estinguerla.

Considerando questi due enunciati si deduce facilmente il motivo per cui alcuni ingressi risultano ostruiti da molto metri cubi d'argilla.

Con "lavoro di disostruzione" dunque non si intende uno scavo nella roccia quasi a voler "creare" una nuova cavità, bensì semplicemente il rendere nuovamente percorribili tratti di questo complesso di gallerie che risultavano completamente chiusi dall'argilla accumulata.

 

Esplorazione delle nuove cavità

Una volta resa accessibile una nuova cavità grazie al lavoro di disostruzione oppure semplicemente dopo averne scoperta una, si procede con l'esplorazione. Questa è spesso la parte più facile e sicuramente la più divertente e soddisfacente dell'intero "processo". Chi ha lavorato per mesi su uno scavo con impegno e perseveranza ha finalmente l'enorme soddisfazione di essere il primo in assoluto a visitare la nuova grotta, il primo in assoluto a vedere luoghi che mai nessuno nella storia dell'uomo aveva mai visto...

 

Rilievo e Catasto

L'ultima parte del "processo" quando si scoprono nuove cavità consiste nel farne il rilievo dar loro un nome e depositarle al catasto regionale. Il rilievo di una grotta è formato dalla sezione (una immaginaria veduta da un lato) e dalla pianta (una immaginaria veduta dall'alto), il tutto in scala. E' fondamentale avere i rilievi delle cavità poiché permettono una visione d'insieme del complesso idrico di una montagna, potendo stabilire la direzione di svulippo di una grotta rispetto alla cartografia esterna. Inoltre per chi vuole visitarla il rilievo fornisce tutte le informazioni necessarie riguardo al tipo ed alla quantità di materiale da portare per percorrerla (corde, moschettoni, etc).

Ultimo passo è "catastare" il rilievo ovvero depositarlo presso l'ufficio del Catasto regionale che raccoglie i rilievi di tutte le cavità conosciute, con informazioni aggiuntive quali data di scoperta, autori della scoperta, coordinate dell'ingresso, etc...

 

 

 
Copyright © 2010 USC - Unione Speleologica di Calenzano. All Rights Reserved.
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.